Onore et Iustitia

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domenica, 10 ottobre 2004

 

                 

        ONORE et IUSTITIA


Cerco la verità negli occhi delle persone, cerco la forza, l’onore e la fratellanza nell’amicizia e nei vincoli di unione. Penso alla verità che sgorga libera dalle labbra dell’uomo d’onore. Ogni promessa è debito. Noi tutti siamo fratelli, siamo figli della stessa patria e indipendentemente da chi comanda, da chi ci governa per essa, malevolo o benevolo che sia, è nostro dovere, e nostro supremo valore combattere per essa, morire per la terra che ci ha generati, combattere per l’unione che lega tutti noi fratelli Italiani. Noi Italiani, forti di temperamento, duri di carattere, semplici nei costumi e nelle tradizioni. Qualunque sia la nostra origine, la stessa patria è la nostra casa, e per questo motivo siamo resi indissolubilmente fratelli di sangue. Sincerità, valore, rispetto, onore cerco nei volti di chi mi circonda.

Quando alzo gli occhi al cielo, e cerco la benevolenza di Dio, mi reputo un uomo fortunato. Ogni uomo dovrebbe credere in qualcosa. Se non credi in nulla, non credi neppure in te stesso e da Uomo diventi Cosa, nemmeno se reputi possibile trovare le tue risposte nella logica del Mondo o nel suo buon senso.

Spesso prego…in silenzio, nel buio della notte, senza mai chiedermi se questo sia utile, ma ciò mi fa sentire meno solo agli occhi dell’Universo. Io non vivo per la vita…vivo per la morte, per la gloria, per l’onore di quelle gesta che riflettono un ideale più grande e supremo, che a fatica comprendo, ma che mi sento di seguire e perseguire. Il mio popolo. La mia patria. Un mondo senza uomo è uno spazio senza materia, ma un mondo senza Dio è una materia senza Spirito.

Lotterò per la mia patria, lotterò per i Sacri valori in cui credo, lotterò perché il mondo diventi migliore…e se dovrò morire per essa, tanto meglio…significa che morirò per quello in cui credo.

Il periodo dell’ attesa è terminato. In un tempo in cui il bene è assoggettato al suo padrone: il male, in un tempo in cui i padroni piegano la forza dell’umiltà, io dico che è giunto il momento di credere nella propria patria, di credere nella propria anima, di credere nel proprio onore, di credere in Dio.

Il mio Onore è la mia spada, la mia forza è il mio Spirito.

Dalle ceneri del passato si alza un grido di forza, un grido di giustizia che percuote con il suo espandersi, le case di ogni patriota, le orecchie degli umili, il cuore dei più puri. Dio sarà testimone della nostra passione, del nostro amore che inesorabilmente abbatterà ogni resistenza e schianterà i cancelli della giustizia e dell’onore.

Noi Italiani, fratelli nel bene, fratelli nel male…la nostra Terra piange le passate stagioni di Iustitia e di onorevol armi. Ma addormentate oramai nelle nostre menti, esse sono ancor ben vive nella nostra coscienza; risvegliarle significa rendere omaggio ai nostri padri che per essa si sono battuti e sono morti, per renderci partecipi del loro ideale di libertà.

Libertà, onore e giustizia agli uomini di buona fede.

Postato da: iustitia a 18:06 | link | commenti (4)

Essere uomini, essere liberi.

Sono consapevole che agli occhi dei molti posso apparire uno stupido e stolto idealista. Sono anche cosciente che la maggioranza degli uomini fatichi a comprendere quello che sto cercando di esprimere. Di ciò non mi cruccio, poiché anche la stupidità e l’ignoranza, tipiche prerogative umane, furono create sin dal principio assieme al libero arbitrio. Purtroppo le mie parole devono essere sentite nell’intimo, nel cuore e nell’anima di un uomo; in altra maniera possono risultare difficili da comprendere.L’uomo nasce libero. E di questo sono certo. Ma sono anche altresì convinto che la sua libertà cessi nel momento in cui egli non sia più meritevole di tale grazia divina. Quando il suo onore viene calpestato dall' orgoglio e dalla superbia, in quel momento, egli si macchia non solo di una grave colpa nei confronti degli uomini ma anche nei confronti di Dio. La libertà è un valore unicamente umano, come la benevolenza, la carità, ma anche la fortezza, l’onore, la temperanza, l’umiltà. Non affermarsi "organismi sociali" significa non possedere quei valori fondamentali grazie ai quali il pensiero occidentale è nato ed è cresciuto fino ad arrivare a Noi oggi. Ma mai come oggi esso è minacciato. Dimenticarsi "animai sociali" significherebbe abbandonare le proprie radici e la propria storia. E un uomo senza storia è un mezzo uomo, è un uomo senza futuro. Quindi rendiamoci onorevoli di vivere su questa terra, in questa patria di nobili, antichi, misericordiosi eroi, eroi che rivivono in Noi; Eroi che per l’eternità segneranno la nostra coscienza; Eroi, che attraverso l’eterno spirito dei poeti, reggeranno viva la speranza dell’uomo negli oscuri secoli avvenire, ove il più forte schiaccerà il più debole, e dove la paura soffocherà il coraggio e l’onore di uomini coraggiosi. La questione fondamentale non è essere liberi, ma essere uomini. Ognuno nasce com’è, ma uomini nasciamo tutti.

Postato da: iustitia a 18:08 | link | commenti

 

Destino

 

 

E’ destino per gli uomini nati a cavallo di questi 2 secoli che i loro nomi muoiano con loro, anche se il loro destino li chiama a qualcosa di diverso che rintanarsi al caldo e al riparo delle loro case, della loro solitudine. Un destino ci crea, ci rende quello che siamo e ci chiama a intraprendere la nostra strada, a compiere la nostra missione.

Ma che succede quando v’è nebbia e non è più possibile scorgere il ciglio della strada? Cosa succede se la viltà, se l’ingiuria, se la paura, se il buio si impossessa delle nostre menti? Il destino si smarrisce, la Sua volontà non si esplica e moriamo incompiuti, moriamo vuoti ed esili del non aver significato nulla per la storia del Mondo. Del non aver preso parte alla festa del Suo Spirito.

Il coraggio non conta più nulla? Bé, io non voglio che il mio nome muoia, ma voglio che risuoni in eterno tra le genti che mi succederanno, che io possa essere ricordato per il mio valore, per le mie gesta, per il mio coraggio, per il mio onore. Il mondo non può dimenticarci, il mondo non può abbandonarci.

Il nostro animo, come un’ affilata spada, deve tagliare il vento dei nostri pensieri e liberarci dal terrore che ci è preda e che nell’ultimo secolo ha preso le sembianze delle troppo vigliacche armi da fuoco. L’onore che brucia dentro noi e al quale Dio ci rende testimoni ogni giorno della nostra vita, deve esplodere e riflettere di quella luce che riluceva sulle docili e splendenti armature e spade di un glorioso passato ormai dimenticato.

Ogni giorno della mia vita chiedo a Dio che l’onore che è dentro me si risvegli, come la luce che nel mattino riscalda il cuore dell’uomo; ma Dio sembra morto e solo uno spiraglio di luce attraverso le nuvole del cielo mi sussurra che chi vive con onore, vivrà in eterno e il Suo Spirito attraverso i secoli riecheggerà di una gloria più lucente delle stelle del cielo, attraverso le terre del mondo, i lucenti fiumi e le infinite montagne.

Esprimere il concetto di onore è particolarmente difficile. E’ qualcosa che è solo dentro il nostro cuore. Onore significa affrontare la vita di petto, significa combattere per ciò in cui si crede, significa diventare gloria nella Gloria dei secoli.

Postato da: iustitia a 18:10 | link | commenti

martedì, 30 novembre 2004

 

Lettera a Umberto Eco

 

Credo di respirare solo malsana fuliggine, perchè i miei polmoni si sentono oppressi di nera e stolta follia. Penso che niuno abbia più del diritto di una laboriosa formica alla vita in questo stuprato, violentato, insanguinato mondo...penso sinceramente, con tutto il mio irragionevole senno, quello che sto scrivendo. Perchè l'uomo ha il diritto di decidere chi, cosa, come e perchè deve vivere? L'uomo ha perso i suoi diritti molti anni fa, in uno dei tanti pomeriggi di follia che contraddistinguono oramai le giornate di questo strano e insensato bipede. Sento il respiro morire, sento le mie brame offuscarsi, non sento...odiare non è una soluzione, amare nemmeno per la legge degli odiati opposti; forse indifferenza per un essere inerme e cretino consapevole della sua zelante e furba intellighenzia.

La vita...cosa ne so io della vita, che ne sanno le persone della vita: nulla. Come il nulla dei nostri, dei loro, di tutti gli occhi del mondo.

Postato da: iustitia a 12:53 | link | commenti

sabato, 11 dicembre 2004

 

                                  Combattere per la pace

 

Perché l’essere umano non può vivere in pace? Perché le ingiustizie non vengono denunciate e i carnefici arrestati? E’ forse l’uomo un microcosmo isolato e definito in se steso? Io non credo. Io credo che l’essere umano sia un microcosmo legato indissolubilmente a tutti i microcosmi con i quali si confronta. Credo che l’uomo sia un organismo sociale, credo che egli esista interiormente solo ed esclusivamente in funzione degli altri. Perché le ingiustizie non si placano? Ma semplicemente perché noi tutti mettiamo la testa sotto la sabbia e non vogliamo vedere o sentire alcunché riguardi il prossimo. Noi afflitti, tristi, feriti, noi tutti siamo ignorati. L’unica cosa che possiamo fare è rimboccarci le maniche e darci da fare perché tutto ciò che affligge l’animo umano sia sconfitto. Questa è una guerra. E noi tristi uomini d’oggi dobbiamo diventare i soldati di questa guerra. Diventare artefici della nostra storia, della nostra volontà. La volontà di fatto è l’unica cosa che al giorno d’oggi ci rimane. Non sprechiamola. La volontà di respirare liberi, la volontà di combattere ogni tipo di ingiustizia nella quale ci imbattiamo, la volontà di vivere. La pace è solo volontà, la pace è semplicemente impegno. La libertà è impegno: impegno civile, impegno sociale, impegno di tutti. La pace è un valore Universale e di fatto ogni uomo tende naturalmente ad essa. Ci sono dei momenti in cui per raggiungere la pace si passa attraverso la guerra, ma la guerra deve essere solo l’ultimo rimedio per ottenere la pace a cui ogni essere umano aspira. La guerra non è un fine, ma un mezzo.

Quindi ognuno di Noi deve farsi portatore di pace e di libertà e se per essa è necessario morire,bene essa sarà stata una morte in libertà, una morte d’impegno, una morte di vita.

Postato da: iustitia a 21:08 | link | commenti

martedì, 11 gennaio 2005

                          Giustizia

Rispondendo a un gentile e sentito commento, penso di poter affermare che credo che le mie riflessioni debbano portare a una minima consapevolezza di noi stessi, delle nostre possibiltà, senza pesare troppo in spregiudicatezza o in insensibilità.
Vorrei rimandarVi a un'immagine alla quale tengo particolarmente: quella di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzatti.
Pensiamo a loro, pensiamo a un futuro che forse mai ci sarà, a un futuro di pace, a un futuro di vita e non di morte, a un futuro dove la giustizia possa essere giusitzia...tanto vale crederci.

Postato da: iustitia a 22:57 | link | commenti

martedì, 18 gennaio 2005

                        Pensiero

Forse è tardi per essere onesti, forse è tardi per compiangersi…sono nauseato e allo stesso tempo deluso, amareggiato ,tradito, soffocato. Ho perso la mia guerra; sono costernato di dirvi che non credo più in quello che sono, in quello che faccio…sono nauseato dalla vita, dalla sola presenza dell’uomo sulla terra, l’uomo che rende ogni cosa inquinata, anche i sentimenti più nobili, i sentimenti più veri, l’amore, la passione, la vita…tutto in mano nostra, in mano all’uomo diventa nero di fumo, nero di morte. Disperato. Questo sono…disperato di vivere come un uomo fra gli uomini, come un agente inquinante nel mare più piccolo del mondo…non ho più speranze…sono stato tradito troppe volte per nutrire ancora speranze…spero che queste mie parole trovate in un campo di fiori difendano quello che è rimasto di me...un mezzo uomo….un mezzo fiore…non voglio più pensare…sono stanco…ora mi bevo un buon jack…e questa è una storia che finisce così, sopra una pietra vicino alla quale ho sentito una voce, un grido di un uomo che chiedeva perdono…ho difeso me stesso, ho difeso il mio amore. Cari amici miei…affido me stesso alla vostra clemenza e il mio destino lo rimetto nelle vostre mani.  Sono stanco…ma che sapore c’è nel donarci? Nel sentire quel dolore che trafigge il tuo cuore e di rabbia rischi di morire…io non lo so….so solo che questa è forse la fine o forse l’inizio…o forse...forse è un’altra storia…

Ciao amici miei….

 

Il vostro più sincero amico

Alberto

 

 

Postato da: iustitia a 21:57 | link | commenti

 

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